Il festival nel segno di “imago”: il potere dell’immaginazione che plasma mondi e li mette in discussione
Il potere dell’immaginazione, la sua forza generativa capace di plasmare visioni, generare mondi, trasformare la realtà, e soprattutto metterla in discussione: è “Imago” il tema portante della 42.esima edizione Asolo Art Film Festival, il più antico festival al mondo dedicato al rapporto tra cinema e arti visive, in programma dal 12 al 14 giugno al Teatro Duse di Asolo.
Nato nel 1973 grazie all’intuizione della critica e saggista Flavia Paulon e diretto ora dal regista Nello Correale, il festival si conferma da sempre come punto di riferimento per il cinema d’arte, ospitando una selezione internazionale di film d’arte, sperimentali e opere di videoarte che, quest’anno, esploreranno l’Imago non tanto come rappresentazione del reale quanto come forma che porta con sé memoria, interpretazione, costruzione.
Le opere attese al festival attraverseranno così territori simbolici e interiori, interrogando il rapporto tra visione e materia, tra percezione e trasformazione.
“Ripartire da Imago significa restituire valore allo sguardo, rallentarlo, renderlo più consapevole – spiega il direttore artistico Nello Correale – Imago ci parla del presente perché ne riflette le contraddizioni. Non offre risposte facili, ma apre domande. Ci chiede di distinguere tra vedere e guardare, tra accumulare immagini e comprenderle davvero”.
“L’Imago è un vero e proprio dispositivo poetico – aggiunge il direttore del concorso Piero Deggiovanni- una soglia attraverso cui artisti e spettatori sono invitati a confrontarsi con immagini che agiscono, che mutano e che rivelano dimensioni invisibili del reale. Le opere selezionate dialogano con tradizioni antiche e pratiche contemporanee, intrecciando linguaggi audiovisivi, ritualità, filosofia e ricerca estetica”.
Ecco allora che Asolo Art Film Festival non rappresenta soltanto una grande vetrina sul cinema e le arti visive, ma costruisce anche un’esperienza dello sguardo. Un’esperienza unica che durante le giornate della rassegna potrà ampliarsi grazie a incontri con artisti e autori, talk e momenti di approfondimento sul rapporto tra immaginazione, simbolo e trasformazione.
“Perché in un tempo veloce e complesso come il nostro – chiudono gli organizzatori – fermarsi a guardare può diventare un atto importante. In fondo, il modo in cui vediamo il mondo è anche il modo in cui scegliamo — o non scegliamo — di cambiarlo”.
Chiara Pavan


