Est e ovest, il mondo sempre piu’ diviso: cosi’ cambia lo sguardo nella sperimentazione audiovisiva

Sono 446 le opere provenienti da tutto il mondo arrivate ai selezionatori di Asolo Art Film Festival, che ne ha scelte 92 da destinare alle varie sezioni della rassegna: i film sull’arte, i film come opera d’arte, le opere di video-arte, le animazioni, le “espressioni prime” e, infine, i documentari su temi sociali, politici ed ecologici della categoria “Antropica”.

Come spiega il direttore del concorso Piero Deggiovanni, tra i massimi esperti italiani nelle relazioni tra arti visive, cinema sperimentale e tecnologie digitali, la varietà e la ricchezza di soluzioni linguistiche e formali riscontrabili in questa edizione di Asolo Art Film Festival possono essere raccolte sotto due grandi macro-aree: Est e Ovest.

Ad Est, e soprattutto in area mediorientale e in Cina, rivestono grande importanza temi etnici che pongono in rilievo l’importanza dell’identità ancor prima che nazionale, culturale: le proprie radici ancestrali e rurali, parimenti a una grande attenzione alla drammaticità dell’esistenza nei grandi agglomerati urbani.

Ad Ovest e anche in certe aree dell’Est a capitalismo avanzato come Taiwan, i temi sono variegati e la ricerca sul linguaggio filmico si concentra su schemi classici: la video performance, lo sperimentalismo nel montaggio, la ricerca di soggetti originali.

Stranamente l’intelligenza artificiale non è poi così utilizzata se non nei film di Chih Hao Shen, taiwanese, che ha portato la narrazione della realtà del suo territorio a livelli di sublime surrealismo.

Ed ecco forse la maggior novità di questo festival: l’aver posto in evidenza una marcata tendenza al superamento del realismo a favore delle “verità” nascoste tra le pieghe del reale.

Tutto questo è reso possibile da una spiccata vocazione ad immaginare e descrivere il mondo oltre il reale sensibile”.

Chiara Pavan

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