Espressioni prime: i giovani in cerca di cambiamento

Il festival riserva un’attenzione particolare alle opere realizzate da studenti di Accademie di Belle Arti, Scuole di Cinema e Università nazionali e internazionali, luoghi privilegiati per osservare e monitorare le nuove generazioni di autori e filmaker.

Una ventina le opere inviate alla 42. edizione dell’Asolo Art Film Festival, per la maggior parte provenienti da tutta Europa: si tratta di lavori molto variegati sia per i temi affrontati che per le soluzioni formali adottate.

Molte opere, come spiega il direttore del concorso Deggiovanni, riflettono soprattutto sul tema della fanciullezza e della condizione dell’infanzia.

“Si va da problemi legati alla perdita di facoltà fisiche deambulatorie e cognitive all’invadenza di ideologie transumaniste che condizionano la percezione e l’esperienza della realtà quotidiana a causa della digitalizzazione, fino all’insorgenza di una “classe” genitoriale insensibile anaffettiva e narcisista che comporta una grave sofferenza psichica ai bambini.

Si prosegue poi con la narrazione documentaria di personaggi poetici trattati con un rigore cinematografico ormai raro per giungere infine al problema dell’identità. Qui si ritrova una netta divisione tra Oriente ed Occidente. Mentre ad Oriente si tende a rievocare le proprie radici come fondamento culturale e punto di riferimento imprescindibile della personalità adulta, in Occidente, dopo decenni di decostruzione di ogni valore nazionale, locale etnico e personale, si è giunti ad una perdita totale delle proprie radici a favore di una personalità “precotta” voluta dai poteri sovranazionali al fine di creare identità deboli e intercambiabili.

Porre in rilevo questo dramma neoesistenziale però fa capire che i giovani occidentali stanno elaborando una volontà di cambiamento”.

Chiara Pavan

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