Premi Ufficiali:

GRAN PREMIO ASOLO

WHEN YOU LISTEN / SOMOS TODOS NINOS di Sergi Cameron

“WHEN YOU LISTEN / SOMOS TODOS NINOS di Sergi Cameron è un film che somiglia ad un atto d’amore nei confronti dei numerosi esseri umani che il protagonista incontra lungo il suo cammino e che non vengono in nessun caso osservati con uno sguardo giudicante o esotizzante. È un film esplorativo, performativo, capace di accogliere, e accudire. Sergi Cameron riesce a tenere insieme, attraverso una drammaturgia originale, importanti riflessioni sul rito e sulla creazione.”


Vincitore sezione Music Video

MONO NO AWARE di Marco Molinelli con Maurizio Anzeri

“Una tessitura perfetta di trame, fatta di immagini suoni e colori orchestrati con cura e bellezza.”


Vincitore sezione Art Film

SONG OF CLOUDS di Ankit Poudel

“Foto di famiglia, volti, dettagli del corpo, piccole azioni semplici, una voce che chiama “ mamma, nonna, figlio” compongono una narrazione silenziosa e sintetica, che svela solo il necessario di luogo lontano da noi, ma le cui relazioni restano universali. Raffinatezza ed equilibrio compositivo attraversano questo film meditativo e nostalgico. Rilevante il lavoro sul suono, la cui amplificazione lavora empaticamente da lente d’ingrandimento sulle emozioni.”


Menzione sezione Art Film

BLUE di Francesco Thérèse

“Per il coraggio e la capacità di combinare diversi piani narrativi sospesi fra realtà e finzione: fra la quotidianità e le sue convenzioni e una nuova e possibile dimensione di un “oltre” spiazzante e ironico.”


Vincitore sezione Film on art lungo

“In un futuro aprile”, di Francesco Costabile e Federico Savonitto

“Un viaggio sommesso alla scoperta di Pasolini giovane, attraverso immagini d’archivio, riprese originali nel Friuli di oggi e una lunga intervista al poeta Nico Naldini. Ne esce una rievocazione densa di suggestioni, visive e uditive, accorata come la voce di Pasolini stesso, densa di evocazioni poetiche e di anamnesi perdute fra le tragedie della guerra e la bellezza dei corpi nell’estasi della giovinezza.”

Premio Sky Arte (acquisto e messa in onda del documentario sul canale satellitare) per “In un futuro aprile” Francesco Costabile e Federico Savonitto 

“in un futuro aprile” per fortuna non è l’ennesimo film su PPP ma racconta in modo illuminante il territorio, gli affetti e la lingua che hanno formato uno dei più importanti intellettuali del XX secolo. Un bellissimo viaggio tra i legami inestinguibili tra vita, memoria e parola”.  Roberto Pisoni


Vincitore sezione Film on art corto

Caravaggio era un maiale di Giacomo Bolzani

Giacomo Bolzani ci regala un bellissimo ritratto di Pasquale Martini, artista e allevatore di maiali. Guidando il nostro sguardo attraverso un montaggio intelligente e raffinatissimo crea un continuum visivo e sonoro tra le immagini della quotidianità dell’uomo e quelle delle fotografie e delle video performance che l’artista ha realizzato tra gli anni novanta e duemila all’interno degli allevamenti nei quali ha lavorato. La relazione controversa dell’uomo con gli animali, le parole piene di senso e tenerezza dell’artista assieme all’energia prorompente delle sue azioni performative hanno la capacità di guidarci passo dopo passo verso il mistero e il fascino dell’atto creativo.


Premi speciali:

Vincitore sezione Affioramenti

“OSSI” DI MATTIA PARISOTTO

MOTIVAZIONE
Come una cornice, Ossi ci ha permesso di entrare nella narrazione del territorio veneto attraverso un’orchestrata sinergia evocativa di immagini, suoni e parole. La giuria ha ritenuto particolarmente rilevante la capacità del regista di costruire una forma narrativa, al contempo poetica e malinconica, che veicola il senso del tempo della vita agreste. Ci si rende, però, presto conto che a guidarci in questo racconto visivo c’è un occhio disincantato che non si limita alla documentazione delle bellezze naturali. Attraverso l’introduzione di racconti, verbali e visivi, fonte di una sottile inquietudine, il regista crea un contrappunto equilibrato che incrina l’integrità visiva di questa bellezza, potenziandone così il carattere poetico. L’uso intelligente del video ha reso possibile la realizzazione di un’opera stratificata e vicina allo spettatore. Dal punto di vista tecnico, infatti, la struttura del film risulta funzionale alla narrazione, che apre a molteplici livelli di lettura. La giuria ha riconosciuto la padronanza di questo linguaggio visivo, che consente a Parisotto di raccontare in modo originale il genius loci. Evocando in modo delicato, ma potente, il profondo senso di appartenenza a un territorio e alla sua cultura, l’opera mette lo spettatore nella condizione di fare i conti con quella sensazione dolceamara, che universalmente ciascuno di noi può provare al pensiero della propria terra e della propria casa.


Menzione speciale sezione Affioramenti

“AUDITION FOR A NEW FAMILY” DI CAROLINA
CAPPELLI

Abbiamo molto apprezzato il principio di ricerca sulla memoria e sul rapporto di circolarità tra passato e presente. La rilettura e la riattivazione di un tempo passato in chiave contemporanea attraverso la sovrapposizione lineare dei due filmati propone una riflessione fortemente attuale sul concetto di identità del singolo. L’opera si configura come origine di una ricerca sul senso della memoria dei luoghi e sull’idea di famiglia che incoraggiamo ad approfondire parallelamente alla sperimentazione delle possibilità che offre il dispositivo, mantenendo lo sguardo analitico e l’approccio generativo dimostrato.


Sez Speciale Danza
Menzioni date da Opera Estate:


“Umbrella dance for Hong Kong” di Wong King Fai


“Não É normal” di Joao Villas



Sez Speciale Danza
Menzioni date da Iuav Teatro e Arti Performative


“Alterations / Ko Murobushi” di Basile Doganis

Altérations/Kō Murobuschi di Basile Doganis è uno dei più intelligenti e ben fatti film d’arte sulla danza contemporanea giapponese: documenta la vita e le performance di un indimenticato maestro della danza butoh, con una grande comprensione della sua poetica. È senz’altro un film difficile e complesso da ricevere, proprio come la vita che testimonia e la danza che documenta. La struttura e le scelte del ritmo (lento, anche lentissimo) sono in forte consonanza con lo stile performativo di Murobuschi: i testi, brevi, che impaginano la visione sono restituiti con una eleganza e anche sobrietà che colpisce e spiazza. L’esperienza che qui si documenta è quella di un movimento del corpo nel dopo-vita, attraverso l’emblematica figura della mummia, e del dialogo, costante per tutta la vita, con il maestro fondatore del butoh, Tatsumi Hijikata.